Home Cose di Spirito Volti, luoghi, assaggi: le ispirazioni di Spirito Autoctono per il 2023

Volti, luoghi, assaggi: le ispirazioni di Spirito Autoctono per il 2023

297
0
Un locale che profumi di Spirits, un personaggio, un ristorante e un prodotto: i “to watch” della nostra redazione per l’anno appena iniziato

 

Ci sono i trend, quelli che si misurano a suon di indagini di mercato, e poi ci sono le sensazioni di chi gira molto, conosce, assaggia, discute e si interroga sulle porzioni spiritose della civiltà umana. Di qualcosa si dovrà pur vivere insomma, e c’è chi i distillati li frequenta professionalmente, ma dall’altra parte del bicchiere. A queste strane e mitologiche figure, che poi sono le firme che leggete ogni giorno su questo Magazine, è stata posta una sfida: scegliere un locale dedicato a spirits e mixology, un personaggio a cui ispirarsi, un ristorante da provare e un prodotto da assaggiare nel corso di questo 2023 appena iniziato. Una nomination per ogni categoria e una sola, punteggio secco.

Il risultato è una serie di consigli personali, da leggere, scegliere e provare, per conoscere e lasciarsi ispirare in un nuovo anno che ci auguriamo possa essere il più spiritoso e autoctono possibile.

Il direttore, Francesco Bruno Fadda



Paolo Campana

Locale – Blind Pig (Roma)

Il cocktail bar di Roma vive da tempo un ottimo momento, è quindi uno dei nomi da tenere sotto controllo per il 2023. La loro creatività li mette al centro di continue novità che passano tanto in cucina come al bancone e, se andiamo a fondo del loro menù, finiamo per perderci in una serie di cocktail che quasi sempre (cosa sempre rara) hanno come base un prodotto italiano, dalla rucola alla passata di datterino giallo. Ultimo consiglio: se ci capitate non sottovalutate mai i fritti presenti nella carta food, difficilmente ne troverete di così buoni in giro.



Personaggio – Matteo di Ienno (Fermenthinks)

Non siamo certo noi a scoprire Matteo di Ienno, un nome da tenere d’occhio per questo 2023 appena iniziato ma che già da qualche anno è al centro del mondo del bartending italiano. Classe 1986, Matteo è da anni alla guida de ‘Il Locale’ di Firenze, un vero e proprio laboratorio che ha portato alla ribalta tra i migliori locali del mondo. Un’avanguardista in questo senso che lo ha portato con i soci Julian Biondi e Stefano Cicalese alla creazione di Fermenthinks, una micro distilleria per la creazione di liquori artigianali e London Dry Gin: dei veri e propri Spirits Cowboys pronti a distillare per se stessi e conto terzi che sicuramente faranno parlare di loro nei prossimi dodici mesi.



Ristorante – Pizzeria Clementina (Fiumicino)

Se questo nome non vi è nuovo è perché da tempo che lo attenzioniamo per la sua spiccata territorialità. Per quello siamo convinti che il 2023 sarà l’anno in cui sempre di più troveremo il nome di Luca Pezzetta e della sua pizzeria nell’elenco delle migliori d’Italia. Quando troviamo in carta pizze come la ‘Capriciosa di Mare’ dove il mare viene esaltato da prodotti che alzano l’asticella della creatività senza perdere di vista il prodotto, ne siamo certi. Da notare anche una buona carta di distillati con la possibilità di abbinare cocktail e pizza, argomento che sempre di più ci sta a cuore.



Prodotto – Ginepraio Organic Mediterranean gin

Siamo convinti che quest’anno si parlerà anche (e molto) dell’ultimo nato in casa Ginepraio: l’Organic Mediterranean, un gin secco e fruttato, nato di recente e che prevede il solo utilizzo di piante di macchia mediterranea, vale a dire ginepro, origano, maggiorana, carota selvatica, arancia amara, petit grain citronnier, mandarino verse e lentisco. Il risultato è un gin ancora più fresco rispetto al solito e anche più colorato, visto che dopo le due etichette in bianco e nero del tradizionale e del Navy ecco che l’etichetta dell’Organic diventa di un blu intenso con la parte tipografica in oro. Elegante e di carattere.



Giovanna Romeo

Locale – Drink Kong (Roma)

Be Human! Be Kong! recita la pagina internet di Drink Kong di Roma, cocktail bar, spirits, cibo e vino, un luogo dedicato a “New Humans”, ovvero ai nuovi umani. Nato nel 2019, ha vissuto in questi tre anni un’ascesa senza eguali, punto di riferimento nella mixology globale. Nei primi 100 e poi nei primi 50 di The World’s 50 Best Bar: il diciannovesimo bar nel 2021; il sedicesimo nel 2022. Mai così in alto, per una scommessa basata sull’autenticità, sul sapore nel quale si concentra la cromia di gusto complessa, circoscritta nelle sue sfumature. Drink nuovi che si basano sul piacere, in un’atmosfera da vero Blade Runner.



Personaggio – Martina Bonci

Da Gubbio a Firenze, in uno dei locali più ambiti: Giardino 25, il nuovo caffè e cocktail bar di Gucci. Martina Bonci porta qui tutto il suo sapere, la freschezza di una visione creativa tra know-how unici e cocktail colorati, equilibrati, buoni. Altissima qualità, tanta perfezione, una dose infinita di eleganza in piena simbiosi con la Maison Gucci. Per lei l’interesse verso l’arte della mixology nasce da giovanissima, un piacere che coltiva fino ad approdare al bancone del Bar Gesto, Firenze, punto di svolta per la sua formazione e la sua riconoscibilità. Quella dell’essere, oggi, una grande barlady.



Ristorante – Villa Lario, Il Palazzo (lago di Como)

Villa Làrio è un boutique hotel cinque stelle sul Lago di Como che comprende “Il Palazzo”, edificio che ospita otto suite e nel periodo invernale il ristorante e un Lounge Bar con una proposta mixology di livello: il “Botanical – herb garden to bar”. Il bar Manager, Raffaele Albanese, con la sua offerta innovativa – dai classici cocktails Mi To e Negroni Gin ai signature drinks come Riva MiTo – propone una drink list etica, il cui focus sono le erbe e le botaniche presenti nel garden di Villa Làrio. Una “miscelazione no waste” e zero sprechi.



Prodotto – Gin Brulè (The Gin Way)

Se per queste feste di Natale avete sognato una tazza calda, fumante, speziata di vin brulè non potete fare a meno di Gin Brulè, il gin di Natale nato dalla collaborazione tra il giornalista Federico Bellanca e Gin Way. Un gin perfetto per ricreare la magica atmosfera invernale, quella dei mercatini natalizi affollati di gente, dolciumi, prelibatezze. Una Limited Edition in abito rosso, e un’etichetta realizzata dall’illustratore italiano Alfredo del Bene. Ad ognuno il suo gin!



Giambattista Marchetto

Locale – Il Mercante (Venezia)

Nella città più liquida del mondo, un angolo di sensazioni liquide. Creatività, artigianalità ed emozioni fanno del Mercante un porto (lagunare) sicuro, anche a tarda notte.



Personaggio – Cristian Bugiada

Ambasciatore del mezcal (in Italia e non solo), è talentuoso e schietto. Racconta di Messico e tradizioni, mentre legge in controluce l’affermazione crescente dei distillati a base agave. Propone il mezcal in miscelazione con il vermouth italiano.



Ristorante – Ciasa Salares (Cassiano in Badia)

Jan Clemens Wieser ha ereditato dal padre un locale carico di storia enoica, al quale ha aggiunto un mare di etichette a proprio gusto (soprattutto naturali) e una secret room dedicata agli spirits. Etichette italiane e internazionali (anche di nicchia) riempiono le pareti. Vi si accede dalla saletta nascosta che rivela l’altra grande passione: il cioccolato.



Prodotto – Bitter Beirut (Piolo & Max)

Nel 2020 il bar di alcuni amici di Piolo & Max a Beirut fu distrutto da un’esplosione. Per aiutarli a ripartire nasce la ricetta di un Bitter che potessero autoprodursi e che rispecchiasse l’animo cosmopolita della capitale libanese. Base carcadè e fiori di ibisco, è un aperitivo (amarotico) perfetto in purezza, con due cubetti di ghiaccio, e stupisce miscelato con il Vermut del Porto Vecchio e il Gin Mitteleuropeo.



Andrea Guolo

Locale – Cinquanta – Spirito Italiano (Pagani, SA)

Milano? Roma? Firenze? No, Pagani! Dalla provincia del sud, questo locale ha già fatto parlare di sé, tanto da essere inserito nella classifica di Top 500 Bars (precedendo il Gen Yamamoto di Tokyo, dove un cocktail costa mediamente 40 dollari, mentre da Cinquanta costa da sette a dieci euro). Cocktail bar fondato da Alfonso Califano e Natale Palmieri, barlady Marianna Di Leo.



Personaggio – Nico Salvatori

Potremmo definirlo “uomo mercato” del 2023. La sua collaborazione con Oltre si è appena conclusa e nei prossimi mesi Nico resterà a Bologna, per una collaborazione temporary. Nel frattempo continuerà a realizzare le sue ricette esclusive con il liquorificio Golfer. Di certo un talento come Salvatori sarà al centro delle attenzioni, in un mercato come quello della mixology in costante evoluzione e cambiamento.



Ristorante – Luminist (Napoli)

In una città sempre più di tendenza come Napoli, è arrivato Giuseppe Iannotti (due stelle Michelin al Krèsios di Telese Terme) a dare una scossa ulteriore alla scena gastronomica. E lo ha fatto in collaborazione con Intesa Sanpaolo, tipo Iginio Massari per capirci. Il progetto si chiama Luminist e attualmente prevede bistrot e caffetteria, ma sono in arrivo anche cocktail bar e ristorante di fine dining. Non resta che aspettare…



Prodotto – Select

In un mondo ormai dipendente dallo spritz veneziano, è davvero paradossale che l’unico ingrediente di origine veneziana ovvero il Select (la fabbrica originaria si trovava nell’isola della Giudecca) sia stato così trascurato da essere richiesto esplicitamente soltanto in Laguna e dintorni. Oggi la label appartiene al gruppo bolognese Montenegro, che a lungo lo ha lasciato “dormiente” all’interno del proprio portfolio. Ora le cose sembrano leggermente cambiate, ma sono convinto che Select sia come una Ferrari tenuta in garage: il motore è stato acceso, basterebbe fare il pieno di benzina e poi vedere come se la cava in fase di ripresa..



Eugenia Torelli

Locale – Manifattura Firenze

Piazza San Pancrazio, a Firenze, è la casa della “miscuglieria ardimentosa” che, sotto l’insegna della Manifattura, non vuol dire altro che mixology. Se a tratti la definizione ricorda le polibibite futuriste, qui il gioco è tutto sullo spirito italiano del locale e sugli spiriti – quelli in bottiglia – che si affacciano da dietro il bancone, tutti felicemente tricolore. Per averne una prova è sufficiente scorrere la carta cocktail, dai twist sul Negroni ai signature fino agli analcolici, la lingua comune è l’italiano in tutte le sue inflessioni regionali, tra vermouth – anzi, vermutte alla toscana – amari, bitter, gin nostrani e ingredienti di ogni genere. Una proposta che piace in una delle città più turistiche al mondo, perché non è vero che una bottigliera si fa esclusivamente in base a ciò a cui i clienti “sono abituati”.



Ristorante – Ciz Cantina e Cucina

Cantina e Cucina, lo dice il nome. Una trattoria urbana in cui l’anima milanese si fa sentire tutta e la proposta liquida genera veramente l’imbarazzo della scelta. Pochi piatti, senza troppe fronzolerie gourmet, ma in grado di accontentare tutti, tra specialità locali, opzioni vegetariane e gluten free. La carta vini è vasta e altrettanto fornita è la carta spirits, tra selezioni di whisky, rum, grappe, distillati francesi, poi amari, liquori e molto altro, dai grandi produttori a quelli più ricercati. Un bell’esempio da seguire, per dare valore al distillato e iniziare a uscire dalla dinamica del ‘grappino’/amaro/limoncello anonimi offerti a fine pasto che, per carità ci fanno piacere, ma rendono poca giustizia a chi produce, con professionalità e sacrificio.



Personaggio – Alessandro Marzadro

Non è per l’importanza del nome, ma forse più per come quel nome lo porta. Classe 1986, Alessandro Marzadro si occupa del marketing nell’azienda di famiglia – terza generazione – ed è vice presidente dell’Istituto di Tutela della Gappa del Trentino. Posato, educato, capace di calibrare bene le parole con qualunque interlocutore e di ascoltare – forse la dote meno scontata – chi ha di fronte. È in grado di promuovere la propria azienda e allo stesso tempo di parlare del resto del territorio con rispetto, lucidità e consapevolezza. In un mondo in cui opinionisti e ignoranza si sprecano, è bello trovare un millennial come lui in una posizione di management. Ce ne vorrebbero di più.



Prodotto – Aviogin

Un po’ perché è un navy strength – categoria in ascesa – e un po’ perché ti resta in mente quella sua anima diretta e a tratti un po’ rustica, tra il ginepro e il pepato. Aviogin è prodotto da Manifattura Italiana Spiriti – MIS, con dedica ai grandi eroi dell’aviazione italiana di inizio Novecento, autori di imprese possibili solo con una buona dose di coraggio e d’incoscienza. Così i ragazzi di questa piccola distilleria varesotta hanno creato un bel gingillo, che si è pure aggiudicato l’Ampolla d’Oro per Spirito Autoctono La Guida 2023. C’è chi dice che pepe e peperoncino saranno tra i prossimi ingredienti ‘wow’ del settore distillati. Nell’attesa di scoprirlo, teniamo a mente – ma anche sul palato – questo ottimo gin.



Marco Zucchetti

Locale – Lacerba (Milano)

Futurismo, atmosfera, stampe, velocità, Marinetti, cucina di pesce, treno, velocità, bella gente, poco parcheggio, zang tumb tumb! Lacerba è tutto questo, ma lo è da più di vent’anni e a Milano si sa: chi vuole rumore e dinamismo, sapori come pugni perfetti ed energia, viene qui in Porta Romana. E dunque perché puntare su una non-novità? Perché nel 2023 uccideremo il chiaro di luna, pardon il fighettismo drinkologico, e lo faremo tornando ai pilastri della terra della mixology gastro-austera: il Martini e il Bloody Mary. Si dà il caso che Lacerba abbia una lista dedicata alle reinterpretazioni di entrambi. Gioia, eccitazione, tabasco, gin, fantasia, acciaio e meraviglia.



Il personaggio – Alessandro Palazzi (Dukes Hotel, Londra)

L’abbiamo già detto che quest’anno siamo abbonati in Curva Martini a tifare per il cocktail più perfetto del pianeta? Sì, ma non abbiamo parlato del suo sommo vate, Alessandro Palazzi, storico bar manager al Dukes Hotel di Londra, ai tavolini del quale Ian Fleming si sedeva a scrivere di James Bond e dei raffinati gusti alcolici dell’agente 007. Un Martini al Dukes, servito al tavolo da un carrellino sacro quanto un tabernacolo, è una delle esperienze più sinceramente British da fare una volta nella vita. E il suo stile – gin congelato e giusto un velo trasparente di vermut – è diventato un paradigma mondiale. Lezione da mandare a memoria: minimalismo ed eleganza e si gode in abbondanza.



Ristorante – Trattoria La Brinca (Né, Genova)

Più uno invecchia, più ristoranti prova. Più ne prova, più si perde nell’abisso (di solito para-anoressico) dei nuovi chef, fra millanterie e prezzi insensati. E più lo fa, più rivaluta la sostanza autentica, l’arte nobile dell’accoglienza e del culto sano e pasciuto della propria terra. Questo ristorante nell’entroterra chiavarese, in colline boscose dove i fritti misti da pizzeria per fortuna non riescono ad inerpicarsi, è il tempio della materia prima ligure. Che è terra più che mare, famiglia – Circella, nella fattispecie – più che holding. La carta dei vini esemplare del territorio e l’offerta dei distillati apollinea, dalla frutta di Capovilla ai whisky Wilson & Morgan, completano un menu solido, di tradizione reinterpretata e di gusto puro. Ecco, il gusto puro, quello senza arabeschi di intellettualismo forzato.



Prodotto – La grappa monovitigno (Nonino)

Il 1 dicembre 1973 Benito e Gianola Nonino creano la grappa Monovitigno di Picolit, in quello che per molti è l’equivalente della presa della Bastiglia: l’inizio di una rivoluzione. Non che i Nonino siano stati i primi a distillare vinacce di un solo vitigno, ma sono stati senz’altro i primi a credere che la grappa andasse svecchiata e raffinata, portata sul binario della degustazione più che dell’introduzione a garganella nell’esofago tramite resentin. La “scalata sociale” del distillato italiano per antonomasia inizia così, trent’anni fa, a colpi di passione e testardaggine furlana da parte dei Nonino da Percoto, in nome della biodiversità e della valorizzazione dell’infinita ricchezza vitivinicola nostrana. Giusto che quest’anno sia dedicato a quella “invenzione” che più puramente autoctona non si può.



Nicola Di Nunzio

Locale – Dash (Torino)

Il Dash nasce dalla volontà di far incontrare lo stile contemporaneo, internazionale e sofisticato, con elementi che contaminano l’impeccabile linea del design attraverso la voce giovane, artistica e creativa della Street Art. Dash è passione, una forma di espressione, l’intenso amore per il gusto. Un progetto in cui la miscelazione dei cocktail preparati da Luca Granero si fonde con la cucina street. Un viaggio nelle cucine del mondo senza spostarsi da Torino: dallo street food giapponese a quello newyorkese, senza dimenticare quello made in Italy. Da segnalare l’ampia selezione di distillati, dove spiccano i whisky in particolar modo.



Personaggio – Branka Vukasinovic (Civico1)

Branka Vukasinovic, già barlady in passato di molti locali tra i più importanti di Torino, oggi vi accoglie al Civico1, dove cura la miscelazione e la carta dei drink, con un’esperienza nel settore di più di 14 anni. Oltre a preparare i classici cocktail di altissima qualità in lista, se i clienti sono indecisi, preparerà una delle sue magnifiche creazioni, in quanto è questa la sua filosofia: i drink signature di sua invenzione. I cocktail si trovano abbinati anche ai meravigliosi piatti offerti al Civico1, tra cui spicca la farinata proposta in diverse declinazioni.



Ristorante – Andreina

La cucina dello Chef Errico Recanati negli anni si è evoluta, toccando picchi di creatività anche estremi, senza perdere però la genuina visione dei sapori che hanno fatto grande il nome del suo ristorante dal 1959 ad oggi. Locale completamente rinnovato, con un design moderno e confortevole, che mantiene solidi alcuni pilastri, come lo spiedo di nonna Andreina che gira costantemente. La brace, il carbone e l’affumicatura sono al centro della ricerca dello chef, che propone due menu degustazione, che uniscono la tradizione marchigiana con tecniche di cottura e sapori da tutto il mondo. All’esterno un bellissimo giardino vi accoglierà nella bella stagione. Da 10 anni vanta una Stella Michelin, fa parte inoltre de Le Soste ed è – per gli appassionati – Habanos Terrace.



Prodotto – Carciofo Liquore Bio (Herbartem)

Herbartem nasce nel 2013 dalla passione di Antonio Greco per le piante officinali e per la natura che le circonda, connubio che lo ha portato a trasmettere la sua passione nel lavoro. Dal 2020, con l’ingresso di Daniele Bevilacqua, l’azienda ha deciso di realizzare dei prodotti a marchio “Herbartem”. Il liquore è prodotto con carciofo bio a km 0. La cynarina, contenuta naturalmente nelle foglie, è nota per le sue proprietà depurative e benefiche per l’organismo. Ottimo per un aperitivo miscelato per stimolare il gusto e l’appetito, può essere bevuto liscio o con ghiaccio dopo pasto.



Giovanni Angelucci

Locale – Dream Milano

Dream Milano è il luogo del sogno, non in quanto destinazione inarrivabile (seppur di un ambito members club si parli) ma per l’ovattamento cultural-sensoriale che è in grado di concedere. Sarà anche per la mancanza di finestre e di contatto visivo con l’esterno, questo posto del buono e del bello è da scegliere per permettere alla parte gaudente di ognuno di venir fuori. Si beve whisky e ci si dedica al fumo lento ma soprattutto si fa cultura attorno al re dei distillati. Anche in miscelazione tramite i cocktail preparati genuinamente da Antonio Lugi e l’accoglienza impeccabile di Marella Batković. E specialmente attraverso Dream Whisky, il primo progetto (che ora ha una casa) di Federico Mazzieri e Marco Maltagliati, imbottigliatori, selezionatori, narratori, amanti (nel senso più carnale del termine) al servizio del whisky. È indubbiamente la nuova insegna di cui tener conto ora e sempre.



Personaggio – Luca Gargano (Velier)

È il marinaio sognatore e romantico che sussurra alle botti di rum. La storia l’ha già fatta ma continua a farla ogni giorno nel suo quartier generale genovese chiamato Velier. Se tutti i diversi mondi dei distillati avessero una figura di tale calibro e profondità di pensiero, il mercato proporrebbe soltanto pregevoli assaggi di sentimento. Chi avrà la possibilità di vivere un viaggio con lui vedrà un’isola dei Caraibi come non avrebbe mai immaginato, chi non sarà così fortunato potrà comunque addentrarsi in molteplici luoghi bevendone l’anima più vera, quella che Luca Gargano ricerca, seleziona, vive e ama, tramite il suo lavoro di viaggiatore gaudente.



Ristorante – Dina (Gussago, BS)

Non è solo un ristorante, è casa di Alberto Gipponi, il cuoco di sentimento in grado di impiattare una cucina tutta sua, identitaria e soprattutto con un senso dall’inizio alla fine. Niente voli pindarici, dunque, in quel di Gussago, ma tanto racconto condito da altissima godibilità in ogni portata. Detto anche “il Gippo”, nel 2017 ha dato vita al suo ristorante, dedicato alla nonna materna, Dina. Tutto parte dalla genesi della casa: niente formalità, le imperfezioni che fanno parte dell’italianità risiedono nel suo essere, una genesi che parte dall’osteria e fatta quindi di grandi prodotti e sapori veri. Fin dal primo assaggio è un racconto sensoriale che si presenta ricco e curioso. Da provare, i suoi celebri casoncelli con crema di grana o l’animella ai fiori d’arancio. E poi gli abbinamenti del sommelier Alessandro Lollo, che portano ad altre tipologie di liquido oltre al vino, per stimolare alcuni piatti in maniera migliore, una scelta semplicemente palatale e stimolante.



Prodotto – Pure Single Rum, Hampden Estate

Dovrebbe comparire sui libri di storia, almeno in quelli che parlano di Caraibi: Hampden Estate è una delle distillerie più antiche della Giamaica, risalente al 1753. All’interno della meravigliosa “Great House”, la casa coloniale che ancora oggi accoglie nel centro della tenuta, si sono susseguite famiglie e racconti, si respira aria di tempi andati che rimandano alla vita fondata sulla canna da zucchero. Da qui oggi provengono rum sbalorditivi, unici nel genere grazie alla qualità dell’acqua, alla fermentazione spontanea che “segue” le tecniche ancestrali, alla distillazione in alambicchi discontinui double retort di rame e all’invecchiamento con clima tropicale. Provare per credere uno dei Pure Single Rum prodotti ancora con gli stessi e unici metodi rimasti invariati dal XVIII secolo.