Sigari e distillati, alchimia di un incontro

di Nicola Di Nunzio
L’abbinamento tra sigari e spirits spiegato bene. Dalle basi alle tipologie di abbinamento, fino alle degustazioni tecniche e alle regole ‘non scritte’

Quello dell’abbinamento tra sigari e distillati è un vero e proprio universo. Un piacere che inizia a diventare sempre più popolare e che, come spesso succede, è attorniato da moltissimi stereotipi. Si dice, ad esempio, che a un sigaro cubano vada abbinato un rum cubano o che per un sigaro realizzato con tabacco Kentucky, la scelta del distillato debba ricadere su una grappa, ma non è esattamente così e gli abbinamenti possono essere tantissimi.

The basics, l’acqua

Per approcciarsi a questo mondo è necessario innanzitutto partire dalla conoscenza dei prodotti.
Una prima buona regola è quella di non approcciarsi alle degustazioni a stomaco vuoto. Per percepirne al massimo le caratteristiche di un sigaro, l’abbinamento ideale è senz’altro l’acqua. Si consiglia sempre di scegliere quella frizzante, che aiuta a pulire meglio il palato.



Per contrasto o per similitudine

Tra le tipologie di abbinamento, ci sono quelle per “contrasto” o per “similitudine”.

Nell’abbinamento per “contrasto” il tenore alcolico contribuisce a un bilanciamento delle note del sigaro, ammorbidendo la fumata e la sua potenza. È un ottimo esempio la fumata di un Partagás Serie D No.4 in abbinamento alla Grappa Saros della distilleria Giulio & Mauro (qui la degustazione). Nel caso di un vino da meditazione invece, un sorso dall’elevata tendenza acida si può abbinare per contrasto a un sigaro molto morbido, creando così una piacevole coerenza al palato.

Nell’abbinamento per “similitudine” invece, la concordanza dei tratti organolettici la si può raggiungere per profumi, gusto e retrolfazione. Un sigaro con aromi decisi e una buona persistenza si potrebbe abbinare a una bevanda alcolica con una grande intensità gusto-olfattiva e a una persistenza molto lunga. È il tipo di intesa che si crea tra il Toscanello Speciale e la Grappa Decem di Bertagnolli.



Due esempi di abbinamento con gli Champagne di Gaston Cheq. Per contrasto, tra un Sans Année Brut (almeno 4 anni di riposo sui lieviti, 80% pinot noir, 20% chardonnay) e un Cohiba 55 Aniversario. Per similitudine, tra un Rosé Brut 2011 (90% pinot noir e 10 g/l di dosage) e Hoyo de Monterrey Double Coronas

Degustazioni tecniche, occhio all’ordine e all’orario

Nelle degustazioni tecniche, soprattutto nelle verticali di vini o di distillati, bisogna prestare molta attenzione alla sequenza con cui i calici vengono proposti, per non rischiare di compromettere l’evoluzione del sigaro.

Un altro fattore da tenere in considerazione è il momento della giornata in cui la degustazione si svolge. Durante una degustazione al mattino ad esempio, è preferibile non scegliere un sigaro molto corposo. Il nostro fisico ne risentirebbe perché le caratteristiche organolettiche del sigaro andrebbero ad alterare le percezioni di tutta la degustazione.



Costruire un’esperienza, senza pregiudizi

Una regola non scritta, ma molto importante, è quella di seguire l’esperienza accumulata nel tempo. Il consiglio per chi si avvicina a questo mondo è quello di provare e riprovare, sempre con moderazione, senza mai porsi limiti mentali che frenerebbero la voglia di sperimentare un nuovo abbinamento semplicemente per paura di sbagliare.

A disposizione ci sono tantissimi prodotti da abbinare ai nostri amati sigari. Nella pagina Cigar Social Club di Spirito Autoctono, ogni settimana viene proposto un abbinamento diverso, proprio per stimolare la voglia di provare nuovi incontri di gusti, senza pregiudizi.



 

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