Castagner, fatturato a +11% e raddoppio dell’export

di Redazione
La distilleria trevigiana chiude al 30 giugno un anno fiscale da record con 15,25 milioni di euro di fatturato. La grappa arriva anche negli Usa e l’horeca torna a livelli pre-covid

Nuovi mercati esteri, ricerca e sviluppo di prodotti, potenziamento della rete di vendita e scelte green spingono la crescita di Acquavite Spa, la distilleria trevigiana proprietaria del marchio Castagner.

È dell’11% la crescita di fatturato registrata al 30 giugno 2022, con la chiusura dell’anno fiscale, per un totale di 15,25 milioni di euro. Un risultato che arriva in controtendenza positiva rispetto al trend di mercato della grappa, che segna una perdita tra l’8 e il 9% nell’ultimo anno. Ottima anche la performance dell’export, che raddoppia, mentre l’imbottigliato segna un +16%. Nel frattempo, ammonta al 7% del fatturato l’incidenza degli investimenti.



Il forte incremento nell’export, che rappresenta il 15% del nostro fatturato, è sicuramente uno dei fattori trainanti della nostra crescita - afferma Roberto Castagner, fondatore e titolare dell’azienda - Oggi stiamo raccogliendo i frutti del lavoro che abbiamo svolto all’estero in questi anni proponendo una grappa un po’ più morbida che incontra i gusti della clientela internazionale”.

La Germania fa la parte del leone

In Europa la Germania fa la parte del leone, pesando da sola per il 40% dell’export, seguita da Austria, Svizzera e Belgio. Si aggiungono altri 30 Paesi extra-europei, tra i quali gli Stati Uniti dove, secondo quanto riportato dall’azienda, la grappa sta conquistando nuova attenzione non solo tra gli opinion leader, ma anche tra i giovani, che la apprezzano nei cocktail e tra i consumatori più maturi che la sorseggiano a fine pasto.

Sul fronte degli investimenti, la decisione di aumentare la quota di fatturato destinata alla ricerca e allo sviluppo di nuovi prodotti. “Abbiamo capito - spiega Giovanni Castagner, responsabile del controllo di gestione dell’azienda - che l’innovazione continua e l’analisi delle nuove tendenze di mercato per anticipare le richieste dei consumatori sono i nostri punti forti. Il più grande sforzo che abbiamo fatto quest’anno è stato, non solo studiare il lancio di nuovi prodotti, ma creare una strategia di comunicazione ad hoc, ad esempio per la nuova Grappa Prosecco ICE, con una campagna di comunicazione dal forte carattere digitale, un claim accattivante - #godilaghiacciata - e un tour, partito un mese fa, nei locali più alla moda del Nordest. La vera sfida è stata trasmettere un nuovo modo di bere la grappa e cioè sotto zero. I nostri investimenti, inoltre, sono stati impiegati per razionalizzare i consumi investendo in energie alternative, quindi impianti fotovoltaici e valorizzazione delle bucce d’uva esauste quali combustibile per la produzione di energia”.



A trainare la crescita delle vendite sono stati sicuramente i nuovi clienti. “E questo grazie all’allargamento, razionalizzazione e potenziamento della rete di vendita - prosegue Giovanni Castagner -. Con una squadra forte si lavora meglio. Inoltre, la crescita è stata aiutata dall’inserimento di nuovi prodotti e dal consolidamento di quelli esistenti. La ripresa dei consumi fuori casa ci ha aiutati a sostenere il fatturato. L’horeca, infatti, dove si vendono i prodotti più prestigiosi, è tornata ai livelli pre-Covid e cioè intorno al 40%, a fronte di un 30% registrato nell’anno dello scoppio della pandemia. La ripartenza c’è - conclude Roberto Castagner - e anche la voglia di novità. Credo che la ‘tempesta perfetta’ si metta in moto per chi ha innovato in questi due anni e oggi trova terreno fertile per crescere”.

 


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