Home RACCONTI Flavio Angiolillo distilla in Porta Nuova. A Milano nasce lo spirit bespoke

Flavio Angiolillo distilla in Porta Nuova. A Milano nasce lo spirit bespoke

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C’è un alambicco davanti al Bosco Verticale. La nuova impresa del bartender-imprenditore, già fondatore di Mag Navigli e 1930 Cocktail Bar, si chiama Tripstillery. Oltre ai cocktail con spirits a km zero, offrirà la possibilità di realizzare distillati personalizzati in piccoli lotti

Un cocktail bar con alambicco nel centro di Milano, davanti alla Torre Unicredit e al Bosco Verticale. Flavio Angiolillo, il vulcanico bartender-imprenditore entrato nella top 20 dei World’s 50 Best Bars, si è lanciato in una nuova avventura che promette di rivoluzionare il concetto di mixology. La sua creatura più recente, inaugurata il 13 settembre nel quartiere-icona di Porta Nuova dove è in ottima compagnia nel f&b di fama internazionale (tra i vicini di casa, per far due nomi, ci sono Aalto e Andrea Berton), si chiama Tripstillery. I “compagni di viaggio” di Angiolillo in questa impresa sono Nicola Corna, costruttore dell’alambicco presente nel locale, e Luca Vezzali, resident bartender. Si aggiunge poi la collaborazione di Francesco Zini, mastro distillatore che accompagna tutte le fasi della creazione degli spirits realizzati in Tripstillery.



L’insegna di Tripstillery (photo credit Tolga Sarikose)

Tripgin è solo l’inizio

Il primo frutto dell’attività di distillazione è già stato colto: gli avventori di Tripstillery possono gustare il proprio Gin Tonic a base di Tripgin, spirit made in Porta Nuova. «Ed è solo l’inizio – ci racconta Angiolilloperché poi faremo il London Dry, il Positano e tanti altri differenziati in base alle botaniche». A proposito di botaniche, la fonte di approvvigionamento è lombarda: arrivano dal lago d’Iseo, dove Tripstillery ha investito acquistando 16 ettari di terreno destinato alla coltivazione di erbe e spezie. «E poi sarà la volta degli amari e dei liquori» aggiunge il bartender nato a Roma, cresciuto nella regione francese del Perigord, entrato nel mondo della ristorazione con maestri quali Alain Ducasse e Gordon Ramsey e poi conquistato dalla mixology a Milano. Oggi Angiolillo è a capo di una piccola galassia di brand d’assoluto riferimento: Mag Navigli e Mag La Pusterla, 1930 Cocktail Bar, Backdoor 43 (di cui abbiamo parlato qui), La Bottega dei Cocktail presso il Mercato Centrale di Milano. E poi, nella produzione del beverage alcolico, Dripstillery. Senza dimenticare i tanti progetti a cui ha partecipato: il liquore Old Sailor Coffee, Ginepraio (primo Gin fatto in Toscana), Caroube Botanical Spirit e Maple Spirit, il distillato analcolico JNPR.



Flavio Angiolillo (photo credit Tolga Sarikose)

Spirits personalizzati come regalo

Proprio dall’esperienza di Dripstillery nasce l’idea rivoluzionaria del locale di Porta Nuova. Come nella distilleria che ha dato vita al Bitter Fusetti vengono anche prodotti distillati per conto terzi, così nel cocktail bar con alambicco c’è la possibilità di creare distillati personalizzati in piccoli lotti. «Daremo a tutti la possibilità di realizzare la propria etichetta, con la propria ricetta, acquistando lotti minimi di 42 bottiglie al prezzo di 22 euro a bottiglia» precisa Angiolillo. «Il nostro target sono le aziende, ma anche e soprattutto i privati che vogliono realizzare un sogno. Stiamo già partendo per soddisfare gli ordini in vista del periodo natalizio. E presto arriverà un secondo alambicco per garantire continuità e volumi più interessanti».



La distilleria di Tripstillery (photo credit Tolga Sarikose)

Tripstillery sarà un format replicabile

Il successo è prevedibile, tanto che Angiolillo non pone limiti a questa formula: «Apriremo una seconda sede a Milano e poi il format è esportabile e replicabile. La sfida più complessa, in realtà, sarà quella di riempire il locale di Porta Nuova, perché questa è una delle zone più difficili di Milano e speriamo che, grazie a Tripstillery, si possa finalmente riempire anche alla sera». Sicuramente per Milano, e non solo, si tratta di una novità. «La realizzazione di Tripstillery è stata complicata perché le regole doganali rendono quasi impossibile l’attività di distillazione in centro città. Noi ci siamo riusciti, nel pieno rispetto delle normative».



Gli interni di Tripstillery (photo credit Tolga Sarikose)