Home AL BAR Una giornata tra i Locali Storici dove è nata la mixology italiana

Una giornata tra i Locali Storici dove è nata la mixology italiana

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L’associazione Locali Storici d’Italia propone l’1 ottobre un programma denso tra arredi originali e aneddoti dei secoli passati. E tra alberghi, ristoranti e caffè spiccano anche i cocktail bar che hanno accolto personaggi della cultura e dello spettacolo

Sono luoghi simbolo della cultura e della storia italiana dell’ospitalità. E in qualche modo i Locali Storici d’Italia – che sabato 1 ottobre celebrano la loro giornata nazionale – sono anche lo specchio dell’evoluzione della mixology e del bere bene made in Italy.

La giornata si sostanzia in un evento diffuso organizzato dall’omonima associazione, che vedrà gli alberghi, ristoranti, pasticcerie, confetterie e caffè cult di 16 Regioni svelare aneddoti, ricette e frequentazioni illustri a visitatori e curiosi.

Gli oltre 200 Locali Storici d’Italia – tutelati e valorizzati dall’associazione – devono avere almeno 70 anni di storia e devono conservare ambienti e arredi originali (o comunque che testimonino le origini del locale), ma anche presentare cimeli, ricordi e documentazione storica sugli avvenimenti e sulle frequentazioni illustri.



Il Negroni del Caffè Gilli, Firenze

Tracce di storia e ospiti illustri

Attraversando il Veneto, non si può non visitare la Grapperia Nardini di Bassano del Grappa (VI), dove l’arte del distillato incrocia quella dei mixati nel Mezzoemezzo, a base di due liquori della più antica distilleria d’Italia. Dalle rive del Brenta a quelle della Laguna, i drink d’autore passano per il Gran Caffè Lavena – ai cui tavoli Wagner immaginava le proprie opere – con l’immancabile Spritz bianco e il seducente Lavena Point (purea di fragole fresche, Select e Prosecco a colmare), ma anche dall’Hotel Excelsior Venice Lido Resort, che propone una versione potenziata dello Spritz. In piazza San Marco è proprio un cocktail, il Florian 300, a celebrare i tre secoli dello storico caffè.



La Grapperia Nardini, Bassano del Grappa (VI)

Il Camparino a Milano è il tempio del Campari Seltz, frequentato da Verdi e Puccini e dai futuristi Marinetti e Boccioni, mentre al Ristorante Biffi in Galleria la Crema Mengoni è dedicata al progettista della Galleria Vittorio Emanuele II che l’ha ispirata. Sempre nella città della Madonnina, all’Hotel Principe di Savoia si può assaggiare la variante per il centenario dell’intramontabile Negroni, protagonista di twist particolari anche al Caffè Gilli di Firenze.

C’è spazio per la creatività al cocktail bar Ch 18 87 del Ristorante Checchino di Roma, con gli originali Bloody Vaccinara (un Bloody Mary con sugo filtrato di coda alla vaccinara al posto del succo di pomodoro), New Pope (la versione romana del Negroni travestito da dry Martini), Trikini, il lato fresco del daiquiri all’insegna della neuro-gastronomia, e molto altro. Per un tuffo nel passato, ma sempre al gusto daiquiri, il Grand Hotel Tremezzo di Tremezzina (CO) offre una selezione di miscelati vintage tra cui quello creato nel ’39 in onore di Ernest Hemingway, mentre qualche anno prima Luis Armstrong ordinava un Americano al Grand Hotel Sitea di Torino.



Il bancone del Grand Hotel Sitea, Torino

Una guida ai luoghi del bere “storico”

Per affrontare un viaggio sull’onda della mixology dietro i banconi storici del Belpaese, la guida ai Locali storici d’Italia può tessere il fil rouge di un itinerario da Nord a Sud tra santuari del cocktail e pietre miliari dell’alchimia in bicchiere. Nel volume – gratuito e disponibile anche in formato app con geolocalizzazione – locali-simbolo dell’Italia che mixano aneddoti, ricette segrete, tradizioni di famiglia e personaggi storici e famosi nazionali e internazionali.

Qualche esempio? Al Bar caffè pasticceria Grigolon, aperto dal 1912 a Mondovì (CN), venne creato l’amaro Rakikò, mentre la Liquoreria Carlotto di Valdagno (VI) – fondata nel 1919 – è meta da sempre dei migliori bevitori del mondo, per la fine produzione che va dal Rosolio, allo Zabaione, all’Amaro ‘900 d’ispirazione austro-ungarica. Anche il Ristorante ‘O Canonico 1898 di Sorrento (NA) produce oltre 50 rosoli di antica tradizione contadina.



Liquoreria Carlotto, Valdagno (VI)

Spiriti e mixology nella giornata nazionale

Ecco alcune delle proposte nella ‘drink list’ della giornata nazionale per gli appassionati di spiriti e mixology.

A Torino, all’Albergo Ristorante San Giors (già Ponte Dora), aperto dal 1815, sarà offerta una degustazione di Vermouth di Torino e diverse qualità di Vermouth si potranno assaggiare anche all’Antico ristorante Porto di Savona, fondato nel 1863.

L’Hotel Ala di Venezia, del 1940, propone nel bar dedicato alla nobile Maria Nikolajewna O’Rourke Tarnowska un Negroni on the Grass, variante con aggiunta di estratto di Lemongrass creato dai bartender Rey e Bubu, mentre all’Hotel De la Poste di Cortina d’Ampezzo (un’icona dal 1835) si inizia con percorso olfattivo nella montagna dove vengono estratte le botaniche per il signature gin, per finire al Bar del Posta con una degustazione del Mountain Gin Cortina e della Iced Vodka Cortina (ne abbiamo parlato qui). Il capo barman Filippo Borghi ha creato per l’evento un cocktail dal nome evocativo: Schirata (che in dialetto ampezzano vuol dire “scoiattolo”) ovvero 5 cl Mountain Gin Cortina, 4 cl Drambuie e sciroppo di lampone.



Il Bar del Posta, Hotel De La Poste, Cortina d’Ampezzo (BL)

Al Grand Hotel Minerva di Firenze (1848) dopo un tour della struttura verrà offerto il Milk Punch, una storica bevanda alcolica, ricreata per l’hotel dal mixologist Julian Biondi, mentre il Ristorante Checchino dal 1887 a Roma proporrà una degustazione del drink presentato all’inaugurazione all’interno del padiglione del Guatemala per la Biennale Arte di Venezia 2022 dal vulcanico Simone Mina, con la presentazione del Manifesto dell’Espressionismo Liquido.



Simone Mina, del bar Ch 18 87 del Ristorante Checchino 1887, Roma

Il programma dell’evento con i dettagli sulle iniziative nei singoli locali è accessibile su www.localistorici.it.

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